Il Ballo angelico di Maiolo

Fino al 1700, Maiolo era un paese dell’entroterra di Rimini, popoloso e fiorente, che esibiva una poderosa rocca sovrastante tutta la valle del Marecchia.
Per via della sua posizione dominante, era una delle roccaforti più difficili da espugnare dell’intera zona riminese e del Montefeltro. In virtù di questo godeva di una certa prosperità, e i suoi abitanti, si narra, conducevano una vita molto libertina, ben al di sopra dei costumi dell’epoca.

La rocca di Maiolo ed il borgo sottostante furono distrutti la notte del 29 maggio 1700.
La leggenda narra che alcuni abitanti di Maiolo fossero dediti al ballo angelico, così chiamato poichè la nudità dei partecipanti, senza vergogna e pudore, era come quella degli angeli.
Questa pratica si svolgeva nelle stanze del castello e vi partecipavano giovani e vecchi, maschi e femmine, consumando la notte fra canti e risa.
In una notte con la luna piena, durante una di queste feste erotiche, apparve ai presenti un angelo che ammonì i partecipanti promettendo una terribile punizione se si fosse ripetuta l’usanza.
Alcuni abitanti non resistettero a partecipare ad un nuovo ballo angelico e l´ira divina si scatenò.
Fra tuoni e scrosci di pioggia, un fulmine spaccò il monte, distruggendo il castello, case e palazzi, uccidendo uomini e animali.